Portatore di un forte messaggio di pace, il Festival di Fès della cultura sufi continua a veicolare i valori universali più nobili, quelli del sufismo e della spiritualità. La 6ª edizione, dedicata al tema delle «sapienze sufi» (hikam), è stata aperta giovedì 12 aprile nella grande sala di Batha, alla presenza di illustri pensatori sufi, intellettuali, uomini di lettere e artisti.
Intervenendo durante questa occasione, il direttore del Festival, Faouzi Skali, ha spiegato che l'evento permetterà ai partecipanti di viaggiare attraverso le diverse espressioni della cultura e del sufismo facendo loro scoprire i diversi aspetti delle «hikam». «Quest'anno, abbiamo scelto il tema delle sapienze sufi (hikam), che sono frasi di saggezza ed espressioni letterarie popolari che hanno accompagnato la storia del sufismo durante secoli. Tra le “hikam” più conosciute, si possono citare quelle di Ibn Atallah Al-Iskandari, che sono state tradotte in diverse lingue e che fanno parte del patrimonio comune. Queste “hikam” hanno nutrito le meditazioni e il cuore dei discepoli, ma anche una cultura collettiva impregnata dei valori e concezioni intellettuali e spirituali che hanno tessuto la matrice della civiltà dell'Islam», ha indicato. Ha aggiunto: «Attualmente, non possiamo parlare di sviluppo senza prendere in conto il patrimonio culturale e spirituale. Credo che il Marocco abbia un patrimonio particolarmente ricco e fecondo in questo campo e che questo festival potrebbe far rinascere questo immaginario e questa memoria spirituale».
Dal canto suo, Bariza Khiari, senatrice francese di Parigi, è tornata durante questa occasione, sull'omaggio reso dal festival quest'anno al pensatore e poeta sufi pakistano Mohammed Iqbal. «È un monumento della mistica e del sufismo che era anche un uomo politico compiuto. Mohammed Iqbal ha potuto elevarsi spiritualmente in modo straordinario, provando che il sufi non è solo colui che cerca di salvare la sua anima, ma colui che ha prima di tutto un impegno cittadino», ha precisato. Nel solco di questa cerimonia d'inaugurazione, segnata da una breve prestazione di «samaâ» della Tariqa Khalwatiya della Turchia, il pubblico ha potuto assistere a una conferenza sulla letteratura delle sapienze sufi (hikam) nella tradizione sufi.
La prima giornata del Festival è stata anche segnata da un'altra conferenza sulle «hikam» e la poesia nell'opera di Muhammad Iqbal, pensatore e poeta sufi pakistano, morto nel 1938, al quale questa 6ª edizione rende omaggio, così come da concerti della Tariqa Charqawiyya del Marocco e della confraternita indiana Nidhamouddine di Nuova Delhi. D'altronde, un concerto di musica arabo-andalusa e del «samaâ» delle confraternite sufi del Marocco chiuderà questo 14 aprile, il Festival in bellezza.
Fornitore/Fonte : Afaf Razouki, Le Matin