Tutta la città ne parla. La polizia di Fès è in campagna. Bisogna quindi rinviare tutte le malvagità fino alla fine della «hamla». I motociclisti senza casco, i passeggiatori notturni, gli appassionati di un bicchiere a fine serata, le coppie alla ricerca di momenti rubati pagano i cocci di un anno di lassismo. I grandi incroci della città conoscono una concentrazione di una squadra di poliziotti, intenti a fare il loro lavoro... ma in maniera eccezionale. E come in ogni «hamla», ci sono anche vittime che devono sopportare il peso del momento e provare che la politica di «campagna» non è affatto la soluzione ai problemi che ostacolano la gestione della sicurezza di ogni città. Martedì sera, una giovane coppia sposata era sul punto di scendere dalla propria auto vicino al quartiere Massira (Addoha). Ebbero la sorpresa di essere circondati da due furgoni.
Il commissario in persona intervenne dal lato in cui sedeva la signora. La afferrò, tirandola verso l'esterno. Giustificherà il suo brutto gesto col fatto che aveva paura che la «signora fuggisse dal luogo del crimine»! Ferito e offeso, il giovane sposo tentò un sussulto di dignità... il che gli valse una punizione. «Oltraggio a un funzionario in esercizio», «guida in stato di ebbrezza», (sebbene l'auto fosse già parcheggiata davanti al loro palazzo)... I membri della famiglia della coppia, usciti in fretta, volevano spiegare che si trattava certamente di un malinteso, e che la coppia era sposata...
I poliziotti sono convinti che il loro «capo» sia stato toccato nell'amor proprio. Ha ben il diritto di agire così. Il giovane sposo non ha il diritto di interpellarlo sul suo comportamento. Il resto della storia è, ovviamente, conosciuto. Il giovane passò la notte al commissariato. Dichiarò di avervi lasciato 1700 DH mentre lo Stato ne ha percepiti 1150 dh.
Fornitore/Fonte : Mustapha Elouizi, Libération