Le «Notti della Medina» fanno vibrare i vicoli della città vecchia di Fès sui ritmi del festival, per tre giorni, permettendo al pubblico marocchino e straniero di scoprire i segreti spirituali, storici e architettonici di questo patrimonio universale dell'umanità. Dall'11 al 13 giugno, la piazza Bab El Makina è deserta, lasciando spazio a tre siti della Medina (Dar Mokri, Dar Adiyel e il museo Batha) che ospitano prestazioni musicali di grande varietà artistica e ritmica. Fin dalla prima notte dell'11 giugno, il pubblico ha risposto presente, spinto dalla sete di scoprire i mitici vicoli della Medina e di vivere un viaggio notturno al contempo artistico e iniziatico. Il pubblico di Dar Mokri è stato immerso nel cuore del canto e della poesia persiana con le sorelle Mahsa e Marjan Vahdat (Iran). Rappresentando l'evoluzione attuale del canto persiano, le sorelle Vahdat hanno valorizzato l'eredità musicale persiana, unica in Oriente, portando la poesia persiana verso nuovi spazi liberi e aperti con le loro voci che volano e si intrecciano in un vero labirinto modale. La grande cantante, Ihsane Rmiki, si è esibita dal canto suo a Dar Adiyel, accompagnata dall'ensemble Zaman Al Wasl, per il grande piacere degli amanti dell'arte dei mouwachahates di al-Andalus, questa prestigiosa tradizione musicale araba che evoca le città mitiche d'Oriente: Aleppo, Damasco, Il Cairo. Per quanto riguarda il museo Batha, ha accolto il narratore guineano Mory Djely Kouyaté e il pianista francese Jean-Philippe Rykiel, che hanno gratificato il pubblico con uno show d'eccezione dove la voce e il piano si incontrano e si sposano per rivelare l'emozione profonda dell'anima africana. La programmazione della seconda notte, il 12 giugno, è ricca e varia quanto la prima. Oltre a un concerto di Rabbi Haim Louk e l'ensemble arabo-andaluso di Fès, diretto da Abderahim Souiri a Dar Mokri, su sfondo di «matrouz», stile musicale che, all'incrocio degli universi poetici ebraici e arabi, mescola sottilmente parole in arabo e in ebraico.
GioiaI canti berberi dovrebbero risuonare a Dar Adiyel con Cherifa, la poetessa del Medio Atlante. Distinta da un registro emotivo che evolve tra sentimento di gioia e sofferenza e riflessioni spirituali, Cherifa ha quella voce forte che lacera l'atmosfera e che si fa eco di questa geografia delle montagne, di queste terre vulcaniche così caratteristiche del Medio Atlante. Inoltre, il museo Batha dovrebbe ospitare un concerto presentato dall'ensemble Nour (Francia-Iran). Con un approccio musicale che naviga dalle polifonie sacre occidentali alla declamazione del canto mistico persiano, l'ensemble Nour ispira una serenità profonda da cui emana un vero sentimento di voluttà spirituale, restituendo al contempo un approccio anticamente comune tra Oriente e Occidente. Le Notti della Medina dovrebbero proseguire il 13 giugno, con la terza e ultima notte che riserva agli spettatori momenti artistici unici. A Dar Mokri, potranno così assistere alla prestazione dell'ensemble Ibn Arabi (Marocco) che si ispira al repertorio delle zaouïas e dei grandi poeti, facendosi così garante della grande tradizione arabo-andalusa. A Dar Adiyel, avranno l'opportunità di scoprire Canti arcaici e sacri del popolo occitano grazie al gruppo francese «Terra-Maïre», composto da Marie-Ange e Béatrice Lalanne, madre e figlia. Mentre al museo Batha, avranno il privilegio di vivere il vibrante omaggio che sarà reso a Mahmoud Darwich attraverso una creazione di Rodolphe Burger. Il 14 giugno, il Festival delle musiche sacre del mondo, promosso dalla fondazione Spirito di Fès, riprenderà il suo ritmo normale e i suoi appuntamenti tradizionali con prestazioni musicali di scelta, alla piazza Bab El Makina così come al museo Batha.
«Guarda, l'inverno è finito. La pioggia è cessata, se ne va. Si vedono fiori in questo paese. Il momento della canzone è arrivato». È l'estratto di una delle poesie del celebre poeta palestinese Mahmoud Darwich, deceduto nel 2008, al quale il festival di Fès delle musiche sacre del mondo renderà un omaggio vibrante durante la terza giornata delle «Notti della Medina», attraverso una creazione di Rodolphe Burger.
Al di là delle sue radici blues, rock e country, Rodolphe Burger ama creare un universo musicale in costante espansione: tra rock mutante, loop di malinconia ossessiva, giungla di campionamenti, elettronica acida o lunare, apre nuovi orizzonti di espressione dove possono intrecciarsi avanguardia e tradizione. È verso le radici della poesia semitica, biblica e araba contemporanea che ci porta questo bellissimo progetto musicale in omaggio a Mahmoud Darwich.
-* Dall'11 al 13 giugno, la piazza Bab El Makina è deserta, lasciando spazio a tre siti della Medina (Dar Mokri, Dar Adiyel e il museo Batha) per ospitare prestazioni musicali di grande varietà artistica e ritmica.
-* Le Notti della Medina dovrebbero proseguire il 13 giugno, con la terza e ultima notte che riserva agli spettatori momenti artistici unici.
Fornitore/Fonte : Afaf Razouki, Le Matin