Rivoltati dalla moltiplicazione dei disagi all'interno della medina di Fès, i proprietari delle case d'ospiti e Riad hanno tenuto recentemente una riunione al fine di esaminare una situazione che non può più durare e, allo stesso tempo, mettere le autorità e gli eletti del municipio davanti alle loro responsabilità.
In un intervento che si basava su un documento cifrato e illustrato da foto, El Mehdi El Abbadi, presidente dell'Associazione regionale delle case d'ospiti di Fès, ha fatto proposte per risanare il turismo a Fès, iniziando la sua esposizione con l'enumerazione dei problemi generali come la sicurezza, la pulizia, le sale per feste non omologate, l'aumento dei trasporti meccanici e moto all'interno della medina, lo stato di degrado avanzato di numerosi taxi che operano a livello dell'aeroporto e la moltiplicazione dei taxi "clandestini" di trasporto turistico.
Affrontando la situazione delle case d'ospiti e degli altri tipi di alloggio della medina, M. El Abbadi ha indicato che 80 case d'ospiti sono classificate in 1ª e 2ª categoria, 50 case che esercitano su autorizzazione del comune (senza classificazione operata dal ministero del Turismo), 100 case che operano come "Case ammobiliate pronte per l'affitto", "Alloggio presso l'abitante" e "Ziyarates Fès" e infine più di 20 case "clandestine" lavorano ancora senza autorizzazione. Questo constatazione risulta dagli sforzi delle autorità locali e degli eletti in collaborazione con l'Associazione negli ultimi tre anni.
"Questa situazione, aggiunge M. El Mehdi, ci confronta a una concorrenza sleale severa, generando un svendita dei prezzi a detrimento della qualità, il che nuoce all'immagine della città".
Sul fronte dei disagi, soggetto al centro della riunione, M. El Abbadi ha suggerito l'arresto della proliferazione di questi diversi tipi di alloggi non classificati cercando di trovare una soluzione definitiva per le case clandestine.
L'arresto immediato della concessione delle autorizzazioni destinate alle "case ammobiliate pronte per l'affitto", poiché questo tipo di alloggio è stato creato al solo scopo di sradicare il flagello delle case clandestine di cui soffriva la città di Fès. Tra i punti neri ancora citati, il calo preoccupante dei voli in partenza e in arrivo a Fès e la mancanza flagrante di pubblicità istituzionale e la cattiva gestione dei parcheggi, la quale si è ripercossa su tutte le aree di parcheggio della medina, in particolare a R'cif, Oued Zhoun, Ain Azliten e Sid Al Khayat.
Altri soggetti hanno trovato un eco favorevole tra l'assistenza, tra cui numerosi proprietari di case d'ospiti stranieri, visibilmente d'accordo con Aziz Lebbar, presidente del CRT Fès, che ha manifestato il suo malcontento a proposito di questa situazione che dura da 20 anni.
Dei disagi che si riassumono nell'illuminazione pubblica insufficiente e a volte inesistente, le ronde di polizia ridotte (il che è stato confermato da un investitore locale che ha denunciato con vigore la chiusura di un passaggio che conduceva al suo Riad su "ordine del caidato del distretto").
Promotore turistico, Driss Faceh ha preso la parola in seguito per deplorare la scomparsa di Fès dai radar dell'ONMT, facendo allusione all'assenza della destinazione nel budget 2013 di questo Ufficio mentre in passato, la capitale spirituale beneficiava della parte del leone nelle campagne promozionali nei paesi europei, allo stesso titolo di Marrakech o Agadir.
M. Faceh ha, d'altra parte, insistito su due punti essenziali, vale a dire il completamento dei progetti iscritti nel PDRT firmato con lo Stato il 25 novembre 2005, il che motiverebbe gli investitori stranieri a rivisitare Fès e a rilanciare le attività del CRT di Fès a livello promozionale permettendogli di appoggiarsi sulle risorse umane, tra l'altro il reclutamento di un direttore del Consiglio e di un responsabile dipartimento marketing. M. Faceh ha insistito sull'apporto degli eletti locali, in particolare il municipio, il Consiglio della città e il Consiglio regionale.
In parallelo alle proposte dei proprietari delle case d'ospiti e palazzi, l'Associazione delle guide turistiche di Fès attraverso il suo presidente Kabbaj Chakib ha evocato altri disagi, in particolare l'accattonaggio, le false guide e i venditori ambulanti.
Al termine della riunione, diversi intervenuti hanno chiamato i professionisti a mobilitarsi conducendo azioni di concerto con gli eletti e le autorità e a riconciliarsi per superare i problemi che impediscono al turismo di ritrovare il suo splendore di un tempo.
Fornitore/Fonte : HASSAN ATAICHE, Libération