La capitale spirituale ospita, dal 26 aprile al 4 maggio, l'undicesima edizione del Festival di Fès dell'arte del malhoun, posta quest'anno sotto il segno «Il patrimonio, testimone dell'identità». Celebri orchestre, note e riconosciute come le depositarie di un'arte autentica, animeranno questo festival, diventato un appuntamento annuale imperdibile per gli amanti del malhoun su scala nazionale.
Chioukh, musicisti e mounchidine, venuti dalle regioni di Fès, Meknès, Marrakech e Taroudant interpreteranno al fianco delle orchestre invitate, delle «qçayed» che associano la bellezza della poesia alla diversità dei temi che trattano il sociale, il religioso, ma anche l'amore per la patria.
In parallelo con i concerti e gli spettacoli musicali, il programma del Festival prevede la presentazione di un'opera teatrale sull'arte del malhoun, intitolata «Lagnaoui». Oltre al lato festivo di questa manifestazione, conferenze e sessioni di formazione attorno al malhoun (storia, figure, tecniche e terminologia del malhoun) saranno animate da universitari e ricercatori in patrimonio di diverse regioni del Regno. E sull'esempio delle precedenti edizioni, il menu del Festival comprende quest'anno ancora visite a carattere culturale e spirituale nei mausolei della medina, così come un'esposizione di opere, ricerche e documenti sulla letteratura e l'arte del malhoun. Da notare che il Festival dell'arte del malhoun di Fès fa parte di un insieme di festival incentrati sulle diverse espressioni del patrimonio culturale marocchino, organizzati ogni anno dal consiglio municipale della città di Fès (Festival della musica arabo-andalusa, Festival del samaa e del madih, ecc.). Questi festival, tutti insieme, fanno parte di un'agenda culturale distribuita su tutto l'anno, che mira a valorizzare le tradizioni ancestrali della cultura e dell'arte fassis.
Fornitore/Fonte : A.R., Le Matin