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Riflessioni sulle “nutrimenti spirituali” al Festival di Fès

È questo fine settimana, sabato 13 aprile, che sarà dato il calcio d'inizio alla settima edizione del Festival di Fès della cultura sufi al Museo Batha (16:00). Con in programma la presentazione del tema del festival, ovvero: «Nutrimenti spirituali (Qût al Qulûb), sufismo e creatività». Seguita, un po' più tardi nella serata, da un concerto di Muwashahat sufi di Siria, Takht Atthourath e Hamam Khayri (20:30).

«La dimensione spirituale quando esiste non è affatto contraddittoria con altre dimensioni dell'arte, della cultura, del pensiero o della società che può irrigare e nutrire», ha sottolineato Faouzi Skali. Per il presidente dell'Associazione Festival di Fès della cultura sufi, organizzatrice di questo appuntamento, «è ciò che abbiamo voluto sottolineare in questa settima edizione mostrando come queste due dimensioni, esteriore (zâhir) e interiore (bâtin), non solo si completino ma permettano di immaginare una nuova fonte di ispirazione e di creatività nell'insieme dei domini che costituiscono la nostra cultura umana».

Oltre a laboratori ed esposizioni che punteggeranno questa edizione, incontri che affrontano diverse tematiche (sufismo e samâa, arte, patrimonio, filosofia, pensiero sociale o contemporaneo) seguiti da concerti saranno proposti quotidianamente, durante tutta questa manifestazione.

A proposito degli spettacoli, è da segnalare che saranno animati da confraternite sufi del Marocco alle quali si uniranno quelle di Siria, del «quds» (Gerusalemme) e di Turchia. Una bella occasione per il pubblico amante delle serate sufi di scoprire canti profondi ed emozionanti del sufismo.

Questa programmazione, che si vuole diversificata e ricca, permetterà ai festivalieri «di apprendere in che modo l'incontro tra spiritualità e creatività si sia espresso, in diverse culture della civiltà marocchina, e più largamente dell'Islam, in una produzione artistica e intellettuale di grande ricchezza e profondità», ha sottolineato l'équipe di organizzazione durante un incontro tenutosi venerdì sera a Casablanca.

«Il nostro scopo è aprire le culture in ciò che possono portarci di spiritualità», ha dichiarato Faouzi Skali durante questo incontro che ha animato a fianco di Abdellah Chrif Ouazzabi, direttore accademico in seno al Comitato d'organizzazione. Prima di precisare: «Il sufismo non è la rinuncia al mondo. Nell'insegnamento pubblico marocchino, si è lasciato passare certe cose di cui il sufismo era il distacco interiore. Ciò che, ovviamente, è falso».

Il Festival propone anche di rendere omaggio all'antropologa e scrittrice Zakia Zouanat. Questa edizione sarà segnata da pensieri e preghiere per questa ricercatrice di verità, grande figura contemporanea del sufismo che è appena deceduta, lasciando «come testamento spirituale un'opera maggiore tra cui il libro monumentale «Il Regno dei Santi».

Il giorno prima, è a Ibn Khatib e all'imâm El Boussairi che il Festival renderà omaggio.

Come ricorda così bene l'équipe organizzatrice, l'Associazione Festival di Fès della cultura sufi si fissa per «scopo di far scoprire la ricchezza del patrimonio spirituale e culturale del sufismo, in Marocco e attraverso il mondo, nelle sue espressioni artistiche, intellettuali e sociali».

Fornitore/Fonte : Alain Bouithy, Libération


Alain Bouithy, Libération
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Alain Bouithy, Libération

Libération est un quotidien d'informations marocain dont le siège est situé à Casablanca. Il est le quotidien en langue française de l'Union socialiste des forces populaires. Son homologue arabophone est Al Ittihad al Ichtiraki.http://www.libe.ma/pages/Nous-contacter_ap1147920.html

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