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I diritti delle donne dopo le rivoluzioni arabe

In parallelo ai grandi cambiamenti che conosce oggi il mondo arabo, due anni dopo lo scoppio della «Primavera araba», i diritti delle donne sono in netto arretramento. In questo contesto, il Centro ISIS per le donne e lo sviluppo e la Fondazione tedesca Konrad Adenauer hanno organizzato, dal 21 al 23 giugno a Fès, la sesta edizione del Forum internazionale «Donne mediterranee», attorno al tema: «Diritti delle donne dopo le rivoluzioni arabe». «Abbiamo voluto dedicare il forum quest’anno a questa questione che è più che mai attuale, al fine di attirare l’attenzione sulla situazione delle donne dopo le rivoluzioni arabe e le lotte che conducono per imporsi nelle loro società. In effetti, le donne che hanno svolto un ruolo importante nella Primavera araba, manifestando la loro indignazione e la loro rabbia contro tutte le forme di ingiustizia e tirannia, si ritrovano oggi vittime di violenza fisica e psicologica, di discriminazione e ingiustizia sociale», precisa Fatima Sadiqi, presidente del centro ISIS per le donne e lo sviluppo e direttrice del Forum. 20 paesi sono stati così rappresentati in questo forum, che ha costituito un’occasione per discutere delle nuove sfide che devono affrontare intellettuali, attivisti e politici per promuovere la situazione delle donne dopo le rivoluzioni arabe. Nouzha Guessous, professoressa all’Università Hassan II di Casablanca, ha dedicato il suo intervento durante questo forum alle opposizioni in nome della religione con cui si sono sempre confrontati i militanti per i diritti delle donne nel mondo musulmano. «I diritti delle donne sono stati storicamente e universalmente oggetto di lotte accanite con risultati incerti e non definitivi. L’uguaglianza di genere e la lotta contro le discriminazioni si sono sempre scontrate con opposizioni in nome di religioni, culture e tradizioni considerate immutabili. In questo contesto, le militanti per i diritti umani delle donne del mondo musulmano hanno combattuto e combattono ancora per migliorare la vita quotidiana delle donne, ma tutte queste rivendicazioni e lotte per l’uguaglianza di genere si sono scontrate con opposizioni in nome della “legge di Dio”», ha spiegato. Alla fine dei lavori di questo incontro, diverse raccomandazioni sono state formulate dai partecipanti allo scopo di migliorare la situazione delle donne nel mondo arabo. Queste raccomandazioni riguardano in particolare la protezione delle conquiste delle donne nella regione MENA, l’adozione di un approccio globale dei diritti politici, civili, sociali, economici e culturali delle donne, l’implementazione delle Costituzioni che garantiscono l’uguaglianza dei sessi e la parità, il coinvolgimento delle scuole e dei media nella sensibilizzazione e nell’educazione delle donne e degli uomini, l’impegno della società civile nell’elaborazione e nell’attuazione delle politiche pubbliche, nonché l’incoraggiamento del dialogo tra i movimenti femministi nella regione mediterranea tenendo conto della realtà di ogni paese.


Promozione della ricerca sul genere

Creato nel 2006 da un gruppo di insegnanti-ricercatori marocchini, il Centro Isis per le donne e lo sviluppo si caratterizza per la multidisciplinarità e l’uso di diverse lingue, in particolare l’arabo, l’amazigh, il francese e l’inglese. Questo centro ha come missioni principali il rafforzamento degli studi e delle ricerche sul genere, la promozione della presenza delle donne nella ricerca scientifica in Marocco, nonché la promozione di un dialogo interculturale all’interno e all’esterno del Marocco. Il Centro ISIS organizza anche convegni nazionali e internazionali, oltre a giornate di studio, laboratori di lavoro e tavole rotonde sulle teorie del genere e lo sviluppo femminile.

Fornitore/Fonte : A.R., Le Matin


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Le Matin (anciennement nommé Le Matin du Sahara et du Maghreb) est un quotidien marocain publié en français, présentant des actualités nationales et internationales ainsi que des informations pratiques. C'est le journal officieux du palais royal marocain.

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