Nel quadro della promozione e della valorizzazione del patrimonio di Fès, il FPF ha organizzato la quinta serata delle sessioni dedicate al patrimonio della città idrisside.
Un incontro-dibattito ha avuto luogo il 20 marzo presso l'anfiteatro del liceo Moulay Idriss a Fès, in occasione del centenario della sua fondazione. Questo verte su studi scientifici e sguardi estetici per far luce sul tesoro civilizzatore di questa città imperiale, rivelare il segreto del suo patrimonio al contempo eccezionale e autentico e federare gli sforzi per giungere alla salvaguardia e alla valorizzazione di questa eredità ancestrale, considerata una leva di sviluppo sostenibile della città.
La sessione accademica della suddetta serata, che è stata animata da Mohammed El Idrissi, Nadhir degli Habous, e Mohammed Lebbar, universitario, ha riguardato il ruolo degli Habous e le usanze dei Fassis per assicurare la coesione sociale all'interno delle mura. Ha inoltre riguardato lo studio di un caso concreto attraverso la proiezione di un film documentario sullo stato dei luoghi del monumento Bimaristan Sidi Fraj, struttura ospedaliera concepita sul modello degli ospedali musulmani.
Durante il suo intervento, Mohammed El Idrissi ha messo in risalto i diversi tipi di Habous, nonché il ruolo svolto, tra gli altri, dagli Habous, istituzioni pubbliche e opere di interesse generale dotate di entrate importanti. Si tratta spesso di scuole coraniche, strutture sanitarie o di insegnamento tradizionale, che si trovano all'interno della capitale spirituale per riflettere i valori islamici e perpetuare la solidarietà sociale, ma anche contribuire alla prosperità della città.
Nello stesso contesto, Mohammed Lebbar ha fatto il punto sulle funzioni di queste strutture, come l'edificio Abihbassa per ospitare gli anziani, Dar Chyeukh riservata al matrimonio dei non vedenti, o ancora il frutteto Bab Bni Msafer dedicato ai meno abbienti, nonché la realizzazione di un numero non trascurabile di opere pubbliche che servono da infrastruttura alla città, come i canali di adduzione dell'acqua potabile e un insieme di fondouk, botteghe, forni e hammam per creare occupazione e generare entrate.
Per terminare in bellezza la quinta edizione, l'Associazione Darqaouia d'arte Samaâ e Madih si è esibita per la grande gioia del pubblico presente durante questa serata.
È, d'altra parte, da ricordare che la quarta edizione è stata organizzata il 30 aprile 2014 sotto il tema «La memoria di Fès attraverso l'arte del Malhoun».
Fornitore/Fonte : Libération