La 22ª edizione del festival rende omaggio alle «Donne fondatrici» attraverso una creazione che promette di essere originale e artisti provenienti da orizzonti diversi, per la gioia degli amanti della musica «spirituale».
Fès «la magnifica» è in fermento. Oggi si apre la 22ª edizione del Festival di Fès delle musiche sacre del mondo, un evento internazionale ormai iscritto nell'agenda delle grandi manifestazioni artistiche e culturali su scala mondiale. Un gran numero di artisti provenienti da orizzonti diversi si esibiranno, durante i nove giorni di durata del festival (dal 6 al 14 maggio), nei vari siti del festival, ovvero Bab al Makina, Dar Tazi, Place Boujloud, i Giardini di Jnan Sbil, il Museo Batha, Dar Mokri e Dar Adiyel. Particolarità di questa 22ª edizione, il festival è dedicato alle «Donne fondatrici», tematica ispirata alla vita e all'opera di coloro che hanno segnato la storia. Il festival delle musiche sacre del mondo rende anche omaggio quest'anno all'India, l'occasione per gli artisti di questo paese particolare, da cui provengono molti racconti delle «Mille e una notte», di presentare il loro genio creativo.
In programma per questa edizione, un'apertura in apoteosi con uno spettacolo grandioso concepito come un sogno e messo in scena da Alain Weber, dove donne sapienti, poetesse, mistiche... brilleranno come tante stelle della Via Lattea. Sarà Shahrazad, raccontando storie alla sua giovane sorella Dunyazad, a introdurre il pubblico al racconto di tutte le donne leggendarie: dall'indiana Mira Baï, Rabia Al Adawiya, Al Khansaa, fino a Balqis, la regina di Saba. Saranno artiste donne del Marocco, della Mongolia, dell'Azerbaigian, dell'Iran, dell'Etiopia, dell'India, del Libano, dell'Italia e dell'Africa a illustrare questo affresco intitolato «Un cielo pieno di stelle», arricchito da una grande orchestra orientale e da un lavoro di immagini animate, il «mapping». Altro appuntamento saliente dell'edizione 2016, un'esibizione, che promette di essere ammaliante, dell'ensemble di musica andalusa del maestro Mohamed Briouel e dei dervisci rotanti di Istanbul.
Gli amanti della musica orientale si delizieranno con l'orchestra «Kawkab El Shark del Cairo» per rendere omaggio a Oum Kaltoum. Un'altra diva si esibirà sul palco di Bab Al Makina per la serata di chiusura: la prodigiosa Samira Saïd.
Oltre alle serate notturne animate dai musicisti del mondo, la 22ª edizione del festival sarà segnata dall'organizzazione del «Forum di Fès» dal 7 al 9 maggio, che avrà come cornice, quest'anno, il mitico Giardino Jnane Sbil e si articolerà in due parti: la prima giornata assocerà una pletora di intellettuali a una riflessione sulla tematica generale dell'edizione, ovvero le «Donne fondatrici». Le altre due giornate saranno animate dal filosofo Yves Michaud e dal preside della Facoltà di Scienze Umane dell'Università euro-mediterranea di Fès, Mohamed Metalsi. L'occasione per rendere omaggio in particolare a Fatima Mernissi, eminente sociologa, scomparsa di recente. I festivalieri avranno il piacere di scoprire un film inedito concepito appositamente per il festival dalla regista Aurélie Chauleur, intitolato «I piccoli principi del Rajasthan», che mette in luce la vita di bambini musicisti che vivono nel cuore del deserto del Rajasthan in India. Bambini prodigio della stessa regione indiana, diventati maestri della loro tradizione, verranno a declamare i loro canti davanti ai bambini della città di Fès.
Fornitore/Fonte : Le Matin