La 22a edizione del Festival di Fès delle musiche sacre del mondo sarà organizzata dal 6 al 14 maggio con un omaggio speciale alle «donne fondatrici», che hanno sempre segnato con le loro impronte la Storia del Regno.
Questa edizione, organizzata sotto l'Alto Patrocinio di S.M. il Re Mohammed VI, sarà l'occasione per rendere omaggio a queste donne costruttrici attraverso una creazione originale e artisti giunti da diversi paesi, in particolare le marocchine Samira Saïd e Hindi Zahra, l'iraniana Sahar Mohammadi, l'irachena Farida Muhammad Ali, la maliana Oumou Sangaré o ancora la riunionese Christine Salem e la brasiliana Virginia Rodrigues.
Spiegando la scelta di questa tematica, Abderrafih Zouiten, presidente della Fondazione Spirito di Fès, organizzatrice del Festival, ha sottolineato che la storia contemporanea del Marocco è stata segnata dalla continuità del ruolo determinante della donna nella vita del paese con un evento maggiore: il Codice della famiglia istituito dal discorso reale del 10 ottobre 2003 che mette il Marocco all'avanguardia dei paesi arabi e musulmani. In una nota di presentazione, ha aggiunto che le donne in Marocco hanno sempre giocato un ruolo primordiale nel progresso del Regno, ricordando il ruolo simbolico di Kenza El Awrabiya, la moglie di Moulay Idriss, all'origine di un'unificazione e di una fusione tra la base amazigh e arabo-musulmana che ha costituito il basamento dell'identità marocchina. Oltre alla moglie di Moulay Ismaïl, Khnata Bent Bakkar, che occupava il posto di ministro e segretaria personale di questo sultano, le donne marocchine sono state, durante il periodo della lotta per l'indipendenza, delle resistenti e hanno lottato per l'indipendenza del Marocco allo stesso titolo degli uomini, ha spiegato Zouiten.
Per Alain Weber, direttore artistico del Festival, il programma proposto per questa edizione si vuole il riflesso delle diverse sfaccettature del mondo femminile al cuore della musica e delle arti, nella misura in cui ciascuna delle invitate si fa eco della nozione di sapere simboleggiata da Fatima El Fihriya, altrimenti nominata Oum
El Banine, all'origine della costruzione della moschea e dell'Università Al-Qaraouiyine di Fès.
Giunte dal mondo arabo, dall'Asia lontana, dal Brasile, dall'Africa, dal continente indiano, dall'Europa e naturalmente dal Marocco, «queste donne formano i grani di un rosario che, per riprendere il senso del rosario (selsela) nel sufismo, figura la trasmissione, oggi pegno di rinnovamento e polo di resistenza contro una globalizzazione disincarnata». Questa edizione si annuncia ricca di creazioni come ne testimonia lo spettacolo d'apertura, un cielo pieno di stelle, che si vuole un omaggio eccezionale alle donne mitiche dell'Oriente e del Marocco le cui storie saranno raccontate da Shéhérazade. Per cominciare, ciascuna di queste donne sarà incarnata da un'artista rara attraverso proiezioni audiovisive che proporranno con l'aiuto di una grande orchestra una traversata nel tempo e nell'immaginario.
Altre tre creazioni, «Durbar», «The King of Ghosts» e «Istanbul (...) Fès», saranno iniziate, erigendo Fès come una terra dove eredità e divenire sono intimamente legati. Ogni edizione metterà d'ora in poi in risalto un paese particolare. Quest'anno, l'India, di cui numerosi racconti delle «Mille e una notte» sono d'altronde originari, presenterà il suo genio creativo. I fasti delle corti dei palazzi dei maharajah e nabab d'antan avranno permesso l'emergere e la continuazione di una tradizione e di un sapere unici che saranno esposti durante una giostra musicale, «Durbar», presentata sul maestoso palco di Bab Makina.
Il festival sarà anche l'occasione per giovani prodigi delle caste manghaniyar e langa, poeti e cantanti del deserto del Rajasthan riuniti nell'insieme «Chota Divana», per presentare un'arte vocale di una rara bellezza ai bambini delle scuole di Fès. Altra novità 2016, il festival dispiegherà la sua aura fino al cuore della Medina e il suo raggio d'azione si estenderà al di là dei suoi luoghi tradizionali. Così, il magnifico giardino Jnan Sbil, recentemente rinnovato, accoglierà i concerti delle 16:30 così come il forum di Fès, creando un nuovo asse che collega la Medina, Bab Al Makina e la Piazza Boujloud. Marionette giganti dell'Africa che solcano i vicoli di Fès, percorso musicale iniziatico alla scoperta delle fontane della Medina e della biblioteca dell'Università Qaraouiyine, secondo un'idea dell'architetto Aziza Chaoui e dell'artista Susie Ibarra, e la Carovana Taragalte del Sud marocchino, installata a Jnan Sbil, risuoneranno con il loro approccio nomade con la bellezza urbana e architettonica della città. Sull'esempio delle altre stelle della canzone marocchina, che il Festival delle Musiche sacre ha accolto in passato, la star marocchina Mahmoud Al Idrissi sarà anch'essa presente a Fès al fianco della corale regionale di Fès, H-Kayne, Batoul Marouani, Mourad Bouriki, Lamia Zaïdi, Najat Atabou, l'orchestra Khalid Ali, Reda Taliani Abdellah Yacoubi e Aminux.
Fornitore/Fonte : Le Matin