È nel cuore del magnifico Jnane Sbil, il più antico giardino della città di Fès, che il dodicesimo Festival nazionale dell'arte del Malhoun si è aperto il 25 aprile per la gioia degli amanti di quest'arte ancestrale. Questi ultimi non sono rimasti delusi poiché hanno vissuto una serata indimenticabile segnata da prestazioni di grande maestria, dove le «qsayed» tratte dal patrimonio poetico nazionale si sposano a melodie che mescolano scale arabo-andaluse e orientali per dare un risultato eccezionale. L'arte del Malhoun, che costituisce una parte del patrimonio culturale e artistico marocchino, occupa, infatti, un posto privilegiato nel cuore dei marocchini che, ascoltandolo, ritrovano la semplicità della loro vita quotidiana e la grandezza della storia dei loro antenati. Questo piacere durerà fino al 3 maggio, con orchestre, musicisti e «mounchidines» venuti dai quattro angoli del Marocco (Meknès, Tétouan, Erfoud, Marrakech, ecc.). Mettendo in onore temi in relazione con la società marocchina e la religione, questi artisti occuperanno le grandi piazze, i Riad e altri luoghi carichi di storia della capitale spirituale del Marocco per animare spettacoli allettanti e condividere con il pubblico il loro saper fare e la loro passione per la musica tradizionale marocchina. Organizzato dal comune urbano di Fès, il festival comprende anche concerti di prossimità presso il complesso socioculturale di Aïn Nokbi, opere teatrali ispirate al canto del Malhoun, visite a carattere culturale e spirituale ai mausolei della Medina, nonché conferenze e sessioni di formazione attorno al Malhoun, alla sua storia, alle tecniche della sua interpretazione, alle sue figure e alla sua terminologia, animate dai professionisti Abdelouahab Filali e Abdelmajid Fennich. Nel menu di questa edizione, dedicata al tema «Malhoun e artigianato», figurano anche esposizioni di prodotti di artigianato presso la piazza Batha e il complesso artigianale di Fès e una conferenza sulla relazione degli artigiani marocchini con il canto del Malhoun. Un omaggio sarà inoltre reso all'artista di Fès Mohamed Soussi per il suo importante contributo alla salvaguardia e all'arricchimento dell'arte del Malhoun. Alla scoperta della grammatica del Malhoun: Il Malhoun ha le sue caratteristiche e la sua grammatica, come tutte le poesie del mondo. Ma ogni poeta ha il suo stile di composizione, ma anche i suoi soggetti preferiti che presiedono alla costruzione delle sue frasi poetiche, parlando della società o dei sentimenti. È un'arte semplice nelle parole e nella musica. Contiene immagini per il contadino come per lo studioso. Ognuno vi trova motivo di soddisfazione. Prende la sua fonte nella saggezza orale popolare e anche nella letteratura e nella religione. La sua lingua è vicina a quella della strada, ne prende in prestito la semplicità, il sarcasmo, ma senza volgarità. Il sarcasmo è preso come un gioco teatrale nell'arte della pronuncia e del canto.
Fornitore/Fonte : Le Matin